L’associazione contro la “responsabilità solidale” dei professionisti

Decreto Sviluppo, i professionisti contro la ‘responsabilità solidale’

Parere negativo arriva dall’ANIALP, l’Associazione Nazionale Ingegneri Architetti Liberi Professionisti, il cui presidente Antongiulio Ciaramellano ha commentato: “Dopo altre norme del settore fortemente penalizzanti introdotte già in passato, indirizzate ormai a sgretolare il settore dell’attività professionale facendolo convergere verso l’attività imprenditoriale, questa proposta potrebbe essere il colpo di grazia per molti professionisti.

Gli stessi potrebbero essere esposti a pretestuose azioni legali al fine di scaricare le responsabilità della ipotetica cattiva esecuzione delle opere su presunti errori di progettazione cosa che, congiuntamente alla lentezza dei processi civili, comporterebbe soltanto la saturazione dei tribunali con lunghe ed inutili processi civili.

Quanto evidenziato – ha proseguitoCiaramellano-, aggiunto alla liberalizzazione delle tariffe, determinerebbe soltanto una spropositata responsabilità patrimoniale rispetto agli onorari percepiti, comportando di fatto un deterrente per le giovani generazioni all’accesso alla professione. Inoltre, il Decreto Sviluppo sembra non voler assolutamente affrontare temi strutturali sulla competitività  e sullo sviluppo del paese con una visione sistemica ma soltanto colpire, con questo provvedimento, uno dei  settori fiore all’occhiello della capacità professionale e della creatività italiana”.

L’Anialp, unendosi alle altre sigle di settore, richiede l’immediato ritiro della norma e invita il Governo ad introdurre sgravi fiscali ed incentivi per il settore ormai in profonda crisi, come ad esempio l’abolizione dell’Irap e la quietanza obbligatoria entro 60 giorni al massimo, per il pagamento degli onorari, propedeutico al rilascio dei Permessi a Costruire.

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Pescara come Valencia – occasione irripetibile per l’architettura contemporanea

Come più volte ribadito nei tavoli di concertazione convocati dall’Assessore all’UrbanisticaMarcello Antonelli, l’ANIALP, facendosi portavoce delle inquietudini della categoria, ha già proposto un rilancio del settore indicando quali siano gli strumenti innovativi di pianificazione che conducano ad uno sviluppo sostenibile della città e del territorio. Tra le proposte, quella ritenuta fondamentale, incentivare la demolizione e la sostituzione della vecchia e difforme edilizia, costruita senza criteri tecnici, sismici e architettonici che conduca, liberando ambiti degradati, ad una città moderna, ecologica e sostenibile fondata sugli edifici passivi e basata su regolamenti semplici e chiari, attuando il principio della perequazione urbanistica.

In sintonia con quanto espresso dai Presidenti degli Ordini degli Architetti e dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri Maurizio Vicaretti, che ha recentemente partecipato ad un incontro dibattito dell’Anialp, in cui è stato ampiamente discusso il tema definendone le priorità, l’associazione chiede alle forze politiche di effettuare scelte mirate e lungimiranti, in cui le eccellenti professionalità locali possano esprimere idee e progettualità, da tener conto nella trasformazione e nella modernizzazione della città di Pescara.

Il presidente arch. Antongiulio Ciaramellano, asserisce che “sarebbe illogico e devastante per l’economia locale, rinunciare ad una grande azione di marketing territoriale, nello stile di quanto realizzato a Valencia, Bilbao o Chicago, che investa le aree strategiche della città. Le aree dell’ex Cofa e dell’ex stazione di Pescara nella continuità delle due riviere e dell’asse di Corso Umberto e del centro città, dove è già visibile l’effetto attrattivo del ponte del Mare, sono occasioni uniche e rare per  un master plan, elaborato e condiviso dalle professionalità locali, che permetta un rilancio economico di ampia gittata. Pescara non può vivere senza il  turismo, unica risorsa per l’economia locale, che può dare nuova linfa alle attività economiche; i piani urbanistici non devono continuare a disattendere la vocazione intrinseca della città come è già successo nei piani regolatori del passato, puntando soltanto sull’edilizia residenziale. Le scelte devono essere coraggiose ma ponderate in tutti gli effetti, tali da garantire un vero piano di sviluppo, che possa portare Pescara ad essere una città moderna con espressioni di architettura contemporanea di alto profilo, ma dove le occasioni strategiche sono coordinate in un master plan realizzato e condiviso dai professionisti locali, profondi conoscitori della realtà cittadina.”


Incontri APERITIVO a tema

ESTATE 2011

 “PROFESSIONE IN RIVA AL MARE

Incontri APERITIVO a tema

 STABILIMENTO BALNEARE SATURNO

VIALE RIVIERA NORD  16 – PESCARA

Sono organizzati dall’Associazione ANIALP, incontri/dibattito  a tema aperti a tutti, soci e non,  per uno scambio di idee ed esperienze sui temi fondamentali della professione, per raccogliere suggerimenti, critiche, esperienze finalizzate alla emissione di documenti ufficiali dell’associazione da trasmettere agli enti competenti e con la partecipazione di esperti del settore.

Per chi parteciperà è previsto un aperitivo al tavolo riservato del costo di € 6,00

I primi due incontri programmati sono i seguenti:

15 Luglio 2011     – ore 19:00 –  La normativa regionale ed i nuovi provvedimenti

Le nuove normative regionali sull’edilizia. La legge sui sottotetti, il piano casa, la modifica dell’art. 21 del DPR 380/01 da parte del  Decreto 70/11  e l’intervento sostitutivo regionale.

Parteciperà l’avv. Nazario Pagano – Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo

 

21 Luglio 2011     – ore 19:00 -   I professionisti ed i lavori pubblici

Le prestazioni professionali di qualità ed i limiti ai ribassi nelle gare per i Lavori Pubblici

Parteciperà l’ing. Maurizio Vicaretti – Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pescara


Urgente riforma delle professioni, lo chiede il CNAPPC

Il Consiglio Nazionale degli architetti, Pianificatori, paesaggisti e Conservatori (Cnappc), in unalettera inviata ieri 5 luglio al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia e a tutto il Governo, a seguito della pubblicazione sulla stampa di una bozza di riforma delle professioni nonché delledichiarazioni del Sottosegretario all’Economia Luigi Casero secondo il  quale il Governo intenderebbe procedere, in poche settimane, ad una liberalizzazione indiscriminata delle professioni, chiede “un immediato tavolo di confronto con il Governo” per “collaborare alla riforma degli istituti normativi che regolano le attività professionali sulla base dei progetti già in passato proposti”.

 

Leggi l’articolo su edilportale.com


Leopoldo Freyrie è il nuovo presidente del CNA

L’architetto Freyrie, è subito entrato nel merito di quelle che sono ormai improcrastinabili necessità per risollevare la professione, e che la nostra Associazione rivendica da anni.

Il neo presidente ha subito dichiarato quali sono le questioni cruciali per la categoria: “La grave crisi economica che ha investito il nostro Paese – ha dichiarato – ha duramente colpito gli architetti italiani, aggravando le conseguenze di un mercato già asfittico, sovraccarico di burocrazia e afflitto dalla carenza di regole che garantiscano scelte meritocratiche. La politica continua a non cogliere il legame molto stretto che lega il superamento della crisi alla piena valorizzazione del contributo di idee e di  iniziativa delle professioni intellettuali che sono il motore dell’innovazione, dell’economia, dei valori della comunità e dell’ambiente”.

“È vergognoso – ha detto Freyrie – che si sia ancora in attesa di quelle riforme, richieste da anni, che riguardano l’ordinamento professionale, la semplificazione normativa, gli incentivi per i giovani, gli strumenti concorsuali e meritocratici nella scelta dei progettisti. Noi non aspettiamo Godot: agiremo e sarà la politica a rincorrerci”.

“Ma è ai giovani – ha sottolineato Freyrie – che dedicheremo le nostre maggiori energie: lavoreremo per impedire che un’intera generazione di giovani architetti, cui dovremmo affidare la qualità dell’ambiente dell’Italia futura, sia espulsa o addirittura non abbia la possibilità di entrare nella professione e nel mercato.”

“Voglio infine ricordare – ha concluso Freyrie – che l’architettura deve tornare ad assumere il suo naturale valore etico al servizio della società. Gli architetti italiani devono poter contribuire allo sviluppo civile del Paese interpretando e ritrasmettendole nei loro progetti le esigenze dei cittadini, sempre più consapevoli dell’importanza dell’architettura e dell’ambiente per la vita quotidiana. Siamo pronti promuovere un grande progetto per il Paese”

Ci auguriamo che siano attuate rapidamente, di concerto con gli ordini provinciali, tutte quelle misure necessarie per garantire un futuro alla professione ed agli architetti.


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SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER L’ANNO 2011

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Tar Abruzzo – Un fabbricato con 10 appartamenti non può essere progettato da un geometra

Il Comune ha negato il permesso di costruire ritenendo che la progettazione edilizia e urbanistica fosse di competenza di ingegneri o architetti e non di un geometra. La materia – spiega il Tar – è disciplinata dall’art. 16 del RD n. 274 dell’11 febbraio 1929 “Regolamento per la professione di geometra” che dispone alla lettera m) che tali professionisti possano svolgere l’attività di progettazione, direzione e vigilanza “di modeste costruzioni civili”. Tali norme – si legge nella sentenza – sono dettate per assicurare che la compilazione dei progetti e la direzione dei lavori siano assegnati a chi abbia la preparazione adeguata all’importanza delle opere, a salvaguardia sia dell’economia pubblica e privata, che dell’incolumità delle persone.

Lo ha stabilito il Tar Abruzzo con la sentenza 1213 del 16 novembre 2010.

da: Edilportale

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Linee Guida nazionali sulle energie rinnovabili

Sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 18 settembre scorso, le Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Il decreto disciplina il procedimento di autorizzazione per assicurarne un corretto inserimento nel paesaggio, con particolare attenzione per gli impianti eolici.

Su edilportale un preciso approfondimento delle procedure

edilportale: Fonti rinnovabili: in Gazzetta le Linee Guida nazionali

Disciplina unica per tutto il territorio nazionale, DIA/SCIA per i piccoli impianti, comunicazione di inizio lavori per gli impianti domestici

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SCIA – SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA’

Il Ministero  conferma le semplificazioni in edilizia. Il Ministero per la Semplificazione normativa ha chiarito con una nota che la Scia, Segnalazione certificata di inizio attività introdotta con la manovra estiva, sostituirà la Dia, Denuncia di inizio attività.

L’articolo 49, comma 4-bis del Decreto Legge 31 maggio 2010 n.78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n.122 ha introdotto la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) che sostituisce integralmente la disciplina della Dichiarazione di Inizio Attività (DIA). Con la SCIA è possibile iniziare l’attività immediatamente e senza necessità di attendere la scadenza di alcun termine.

Nota esplicativa del Ministro per la Semplificazione Normativa

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Strutture in cemento armato: i geometri non possono progettarle Il Tar Campania ha annullato un permesso di costruire per una sopraelevazione progettata da un geometra

Lo ha chiarito il Tar della Campania, sezione di Salerno, nella sentenza 9772 del 28 giugno 2010, annullando il permesso di costruire rilasciato da un’amministrazione comunale per la realizzazione di una sopraelevazione di un fabbricato progettata da un geometra.

Prima del rilascio di un titolo edilizio – spiegano i giudici – l’Autorità comunale deve sempre accertare se la progettazione sia stata affidata ad un professionista competente in relazione alla natura ed importanza della costruzione, nel rispetto delle norme che regolano l’esercizio ed i limiti di applicazione delle professioni di geometra, architetto ed ingegnere, dettate per assicurare che la compilazione dei progetti e la direzione dei lavori siano assegnati a chi abbia la preparazione adeguata all’importanza delle opere, a salvaguardia sia dell’economia pubblica e privata, sia dell’incolumità delle persone.

È dunque illegittimo – secondo il Tar – il titolo a costruire assentito sul progetto, redatto da un geometra, che preveda strutture in cemento armato, a meno che non siano specificate e motivate le ragioni per cui le caratteristiche dell’opera e le sue modalità costruttive rientrano nella sfera di competenza professionale del progettista.

tratto da: edilportale


Associazione Nazionale Ingegneri Architetti Liberi Professionisti

L'Associazione Nazionale Ingegneri, Architetti e Liberi Professionisti nasce per promuovere, diffondere e tutelare la professionalità tecnica e la qualità architettonica. L'Associazione vuole rappresentare un punto di riferimento e avere un ruolo primario in tutte quelle problematiche che investono il mondo professionale mediante un confronto libero, democratico e pluralista, con tutti gli Enti, altre associazioni ed organismi che incidono con le loro azioni sul territorio, l'ambiente, l'architettura e l'attività professionale.
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